sabato 9 aprile 2011, ore 10.30

 

4. Il mondo dei numeri,
i numeri del mondo


 

con Furio Honsell

 

 

Furio Honsell

professore di Informatica, padre di due figli, è nato a Genova nel 1958. Si è laureato in Matematica presso la Scuola Normale Superiore di Pisa nel 1983. Ha lavorato presso il Dipartimento di Informatica dell’Università di Torino, presso la Edinburgh University e presso l’Università di Udine dove ha diretto il Centro di Calcolo e il Dipartimento di Matematica e Informatica. Sempre a Udine è stato Preside della Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali e dal 2001 al 2008 è stato Rettore dell’Università. Dal 2001 al 2010 è stato presidente del Parco Scientifico e Tecnologico di Udine ed è stato vicepresidente dell’Associazione nazionale per la promozione della ricerca europea. È presidente di “Giona”, associazione nazionale città in gioco, e dal 2010 anche vicepresidente della rete “Città sane”. Dal 2009 cura la rubrica “Matepratica” sul mensile Wired.
Dal 2008 è Sindaco del Comune di Udine per il centrosinistra. È stato professore presso la Stanford University e l’École Normale Supérieure di Parigi; responsabile di vari progetti scientifici dell’Unione Europea, è coordinatore di progetti di collaborazione con istituzioni scientifiche dell’India. È Membro dell’”editorial board” della rivista Mathematical Structures in Computer Science.
Autore di oltre 50 pubblicazioni scientifiche su teoria degli iperinsiemi non ben fondati, modelli e teorie del lambda calcolo, logical frameworks, lambda calcoli di oggetti, logiche dei programmi.
Nel 2007 ha pubblicato “L’algoritmo del parcheggio” sulla matematica nella vita quotidiana e nel 2009, con Giorgio T. Bagni, “Curiosità e divertimenti con i numeri”

 

 

 

 


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Fazio e Honsell faccia a faccia
Un inedito bilancio della fortunata trasmissione Che tempo che fa. A confronto il conduttore Fabio Fazio e il rettore Furio Honsell, ospite fisso del talk show.


Honsel-Fazio


Si sono conosciuti quattro anni fa sul palco del teatro Giovanni da Udine, in occasione del premio Start Cup, e hanno improvvisato un simpatico duetto. Il primo di quella che è diventata una lunga serie. I dialoghi e gli scambi di opinioni fra Furio Honsell, rettore dell’università di Udine e Fabio Fazio, conduttore della trasmissione Che tempo che fa, in onda da tre stagioni su Rai 3 sono diventati un simpatico appuntamento per molti telespettatori. Dopo i collegamenti dalle sedi Rai di Udine e Trieste, il rettore è stato chiamato in studio come ospite fisso. Al termine della stagione, Fazio e Honsell tracciano un bilancio di questo fortunato esperimento, rispondendo alle stesse domande. Ma non sempre con le stesse risposte.


Che tempo che fa si è rivelata una delle trasmissioni di maggior successo di questa stagione. Qual è stato il segreto?


Fazio: “Fortuna. Casualità. Combinazioni matematiche. In un momento di televisione molto leggera avere insistito per fare una trasmissione strutturata ha risolto un’esigenza di pubblico che era stata trascurata”.
Honsell: “Dimostrare che ci si può divertire ragionando e che il bisogno della gente di ragionare è più diffuso di quanto la tv riesca a soddisfarlo”.


Per la prima volta un Rettore in Tv. Perché ha deciso di invitare il rettore Honsell?
F.: “Perché ho sempre l’impressione che l’università sia considerata una cosa a parte. Invece è un elemento chimico della vita. Confonderla e infonderla insieme a tutto il resto serve a ricordare che le persone che vivono lì dentro sono le stesse che vivono anche al di fuori da quel contesto specifico”.


Che ruolo aveva in mente per lui?
F.: “Quello di coscienza, di un osservatore che, attraverso i suoi occhiali, guarda la trasmissione e ha la possibilità di intervenire nelle conversazioni”.


Perché ha deciso di accettare la proposta?
H.: “Mi è sembrata una straordinaria occasione per promuovere lo spirito dell’università, ovvero la curiosità verso qualunque manifestazione umana e il gusto di proporre e risolvere problemi”.


Che ruolo pensava di interpretare?
H.: “All’inizio pensavo di mostrare che anche la matematica e l’informatica possono essere materia di talk show, ma poi mi sono trovato sempre di più a giocare il ruolo di coscienza critica”.


E’ andata secondo le sue aspettative?
F.: “Sì. L’unico rammarico è che avrei voluto parlare molto di più con lui”.
H.: “No, è stato un susseguirsi di imprevisti sempre più esaltanti”.


Honsell in tre concetti.
F.: “Fuori dal comune, di grande gentilezza e con molta voglia di conoscere”.


Fazio in tre concetti.
H.: “Straordinariamente pronto, generoso e interprete dell’ironia come intelligenza pura.


Secondo lei, la gente che idea ha dell’università?
F.: “Per alcuni è una cosa lontana, formata da cervelloni. Per altri, al contrario, un cursus honorum che non serve più a niente. Questa società non ha contribuito a promuovere l’università come strumento di promozione sociale, che oggi passa solo attraverso i soldi e per la fama”.
H.: “Alcuni la considerano un’istituzione che gode ancora di un’alta considerazione. Altri pensano che sia compito dell’università risolvere tutti i problemi della società e che sia garanzia di successo, il quale dipende invece dal singolo individuo”.


E’ più quello che ha preparato o quello che ha improvvisato a Che tempo che fa?
F.: “Quello che ho preparato. Ma sono molto preparato all’improvvisazione”.
H.: “Metà e metà.”


Che cosa le piace della matematica?
F.: “Non ci capisco nulla. Mi piace solo il risultato finale”.
H.: “I problemi”


Che cosa invece non le piace?
F.: “Che non è immediatamente comprensibile. Una parola è evocativa, un numero non mi evoca nulla”.
H.: “Le soluzioni”.


Si può spiegare la matematica in Tv?
F.: “Non in modo tecnico. Però può incuriosire. Il professor Honsell quando gioca con i problemi riesce a parlarne”.
H.: “Probabilmente no. Ma il gusto per la matematica autentica, quello sì”.


Centinaia di telespettatori hanno scritto alla trasmissione per rispondere ai quesiti del rettore o per proporne a loro volta. Cosa significa tutto questo interesse?
F.: “Che abbiamo un pubblico che si vuole divertire con noi e accetta questo codice linguistico di divertimento”.
H.: “Che c’è un desiderio di interazione”.


I quesiti del rettore sono alla portata di tutti?
F.: “No, assolutamente di nessuno”.
H.: “Possono risolverli tutti coloro che hanno conoscenze non superiori alla terza media, con sufficiente tempo, voglia e spirito critico”.


Gli ospiti che le sono piaciuti di più e quelli da cui si aspettava qualcosa di diverso.
F.: “Il talk show è un luogo di incontro. E gli incontri hanno una dose di casualità, di sorpresa che come tale può essere o meno di soddisfazione. Ma quello che vale è l’incontro”.
H.: “Tutti gli ospiti mi sono piaciuti quando avevano qualcosa di prezioso e speciale da comunicare. I politici mi sono sembrati molto rigidi e in un talk show ha successo solo chi è spontaneo”.


L’esperienza sarà ripetuta nella prossima edizione?
F.: “Sarà cambiata la formula, ma mi farebbe molto piacere che il rettore Honsell venisse frequentemente a trovarci”.
H.: “Sì, ma con qualche innovazione”.


Che domanda vorrebbe fare a Honsell?
F.: “Cosa può fare per appassionarmi alla matematica?”.


Che domanda vorrebbe fare a Fazio?
H.: “Questa”.

 

in: http://res.uniud.it/18/articolores.2006-06-30.5295849640

 

 

 

 

 

 

 

 

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